mercoledì 28 novembre 2012

L'ibrido va di moda?


La continua crescita della popolazione mondiale ed il continuo aumento dello sfruttamento di combustibili fossili  per la produzione di energia, stanno gravemente minacciando la possibilita di una riduzione dei gas serra. Sino ad ora non si è notata alcuna riduzione di essi. Le tecnologie eoliche e fotovoltaiche anche se negli ultimi periodi stanno registrando significativi incrementi produttivi, non possono sopperire interamente la produzione di elettricità per problemi legati alla loro non-continuità (il sole per i pannelli ed il vento per le turbine eoliche).

Se vogliamo parlare seriamente di energia, cioè di quello che rimane da scoprire, partiamo con uno sguardo globale, finora abbiamo sfruttato piccole quatità di energia che la Terra possiede, per di più in modo semplice (bruciare del materiale, fruttare un po' di vento). Una prima svolta in questo campo l'abbiamo fatta con l'invenzione dei pannelli solari e lo stesso vale per i moderni letamai chiamate centrali a biomasse. Il problema dei combustibili fossili (petrolio, metano,carbone ma anche la legna dei nostri caminetti) è sottrarre il nostro prezioso ossigeno dall'atmosfera e rilasciare carbonio, che in essa vi rimande per tantissimo tampo (circa un secolo) al contrario degli altri inquinanti che ricadono a terra in un tempo breve, ecco qui un primo fatto: prima di riscontrare uanche solo una stabilizzazione di valori di CO2 bisognerebbe iniziare da subito smettere di immeterne nell'atmosfera. Non stiamo parlando di fuochi accesi dall'uomo per scaldarsi dal freddo, ma di enormi centrali a combustione fossile che immettono tonnellate e tonnellate di emissioni nocive nell'atmosfera! Per mettere dati a confronto: nel 2010 abbiamo immesso 30 miliardi di tonnellate di CO2, 1,9 in più del 2009, secondo Internationa Energy agency, se continuiamo con questo ritmo entro il 2020 supereremo il limite di 2 gradi medi di temperatura rispetto al livello pre-industriale, che era stato fissato per il 2100.
L'unico metodo che l'uomo ha scoperto per la produzione calore in modo efficiente, abbondante e continuo è stato il nucleare. Anche se una tecnologia giovane, le centrali di oggi non sono più quelle costruite più di 40 anni fa (Chernobil, Three Mile Island, Fukushima), già non hanno più nulla a che fare con loro, per fare un paragone, sarebbe come valutare il livello di sicurezza delle automobili di allora con quelle di oggi. Il problema di questo sistema sono le scorie che vengono prodotte. Ma esistono altri metodi per estrarre energia dall'atomo, una è la fusione, ovvero il metodo con cui producono energia le stelle, un processo molto pulito poichè utilizza nuclei leggeri come l'Idrogeno e le sue scorie non sono tante e con tempi di decadimento brevi. Purtroppo il problema di contenere le altissime temperature che si generano nella fusione è ancora presente e la fusione pura non è ancora costante e capace di autosostenersi nei reattori Tokamak.
Forse come rivelano gli studi, anche se non ancora ricreato sul campo, il sistema innovativo per il nucleare sarebbe il "sistema Ibrido", ovvero l'unione in della fissione con la fusione all'interno di un reattore, fruttando l'abbondanza di neutroni che si generano in una fusione e l'enorme energia generata da una fissione, in più il plasma della fusione serebbe posto al centro e racchiuso da un involucro di litio e di massa fissiva più esterna, riducento la grandezza del reattore e risolvendo il problema di un materiale per contenere tutta la reazione. 

Questo sistema utilizzerebbe molta mano materia fissile e la fusione "brucerebbe" gran parte delle scorie radioattive che la fissione produrrebbe. Questa è una tecnologia che l'uomo può utilizzare, i problemi tecnologici non ci sono, vi sono solo problemi politici....

domenica 28 agosto 2011

L’uomo non riuscirà mai a diventare ecologico per la terra















Sebbene gli sforzi, gli incentivi, che si stanno espandendo a macchia d’olio nel nostro paese a favore delle risorse rinnovabili e il loro effettivo aumento (vedasi il fiorire di numerosissimi campi solari in tutto il nostro territorio), mi hanno portato ad effettuare ricerche sulla loro effettiva non inquinabilità. Il risultato? Sono inquinanti.

Deducendo come il famossissimo aforisma di Antoine Lavoisier ( niente si crea, niente si distrugge, ma tutto si trasforma) sia de tutto consono a questa mia ricerca.

Prendiamo un pannello solare.

Nella sua fase di produzione, esso inquina come un qualsiasi altro oggetto prodotto dall’industria chimica, poiché nel suo processo produttivo vengono impiegate sostanze tossiche e esplosive.

La produzione del pannello solare cristallino implica la lavorazione di sostanze chimiche come il triclorosilano, il fosforo ossicloridrico e l'acido cloridrico. Nella produzione del pannello amorfo troviamo il silano, la fosfina e il diborano. Infine nella produzione dei CIS (l'acronimo CIS sta per Copper=Rame, Indium=Indio, Selenium=Selenio).Si tratta quindi di pannelli fotovoltaici che non utilizzano il silicio come materiale sensibile alla luce solare, ma il "Diseleniuro di Rame e Indio"spicca il seleniuro di idrogeno e tellurio di cadmio, quest'ultimo ad elevata tossicità e forte impatto sulla salute. In conclusione, l'impatto ambientale della produzione dei pannelli solari fotovoltaici è assimilabile a quello di una qualsiasi produzione industriale.

Alla fine della loro vita, i pannelli solari diventano rifiuti speciali da trattare, poiché al loro interno sono presenti numerosi elementi come: come il rame, il piombo, il gallio, il selenio, l'indio, il cadmio e il tellurio e per smaltirli, il processo è lungo e complicato. Chi si accollerà il costo per lo smaltimento di questi? Le case produttrici? Gli istalla tori? Il cliente? Una teoria prevede la nascita di un possibile mercato dell’usato per poter recuperare i materiali da parte delle case costruttrici…. Ma per ora solo bella teoria.

Unico momento in cui il pannello solare non inquina è il periodo del suo utilizzo, durante il quale il pannello sigillato lavora in tutta tranquillità, salvo problemi od incindeti…. Quasi quasi come una centrale nucleare mi verrebbe da dire (Il filo logico è lo stesso anche se con parametri del tutto diversi).

Sono davvero queste le tecnologie che ci permetteranno di abbattere le immissioni di gas serra nell’atmosfera? Con quali altri costi per il nostro ambiente?

sabato 6 marzo 2010

La distruzione dei boschi, la legge Attila/Bresso





(clicca l'immagine per vedere il video)








Riporto il blog pubblicato su beppegrillo.it:

La Regione Piemonte ha deciso di produrre il 20% del proprio fabbisogno energetico da fonti rinnovabili. Come vuol farlo? Attraverso la distruzione dei boschi. Per produrre energia saranno utilizzati ogni anno 2,2 milioni di metri cubi di legname, secondo le pazzesche norme della nuova Legge forestale regionale (L.R. 4/2009). Una legge in totale conflitto con le disposizioni di sostenibilità delle Risoluzioni approvate nelle Conferenze Ministeriali sulla protezione delle foreste in Europa. La Legge Attila/Bresso è stata approvata in modo bipartisan (e come poteva essere altrimenti?) sia dal PDL che dal PDmenoelle. In pochi anni parte dei boschi del Piemonte scompariranno, sia quelli pubblici che quelli privati. Infatti, secondo un comunicato del WWF: "Attraverso il meccanismo della gestione provvisoria associativa (L.R. 4/2009, art. 18), in Piemonte il taglio del bosco oggi può venir eseguito senza darne comunicazione diretta al proprietario. Se il proprietario vuole conservare il bosco, tocca a lui rincorrere le amministrazioni che ne deliberano il taglio e opporvisi; se non fa nulla si trova il bosco tagliato! La legna gli sarà pagata al valore reale di mercato, ma chi poi la utilizzerà come biomassa ne otterrà la supervalutazione, drogata grazie ai soldi pubblici, di cui si è detto sopra".
I boschi sono un bene prezioso e sempre più raro, la quota pro capite di boschi dal 1861, anno della nascita dell'Italia, è dimezzata. I boschi dovrebbero essere trasmessi alle generazioni future. Distruggere i boschi per produrre energia elettrica è diseconomico, oltre che criminale. Il legno infatti ha un basso contenuto energetico CE, pari a circa un quarto di quello del gasolio.
Perché la Regione Piemonte ha approvato una legge CONTRO la proprietà privata, CONTRO l'ambiente e CONTRO l'economia? Secondo il WWF: "La risposta sta in un sistema di incentivi eccessivi, che non ha eguali in altre Nazioni europee e non è accompagnato da un adeguato corollario di limitazioni. Manca la valutazione dei costi ambientali dell’attività, che dovrebbe essere, al contrario, vincolante nei processi decisionali. Ciò che ci si prepara a fare è una grossa speculazione economica, con effetti ambientali devastanti. Francesi, svizzeri e austriaci, nostri vicini lungo l’arco alpino, pur utilizzando i boschi regolarmente, non si sognano di produrre corrente elettrica da biomasse forestali, ma si limitano a sfruttare intelligentemente i residui di lavorazione del legno a fini termici. Se strapagassimo, al prezzo attuale del legname da opera, il legno che si progetta di bruciare in Piemonte in un anno, arriveremmo alla cifra di 58 milioni di euro. Nell’attuale mercato “drogato”, per utilizzare quello stesso legno e produrre energia, l’Amministrazione Pubblica verrà a spendere una cifra estremamente più elevata, che nessuno ha calcolato (o reso noto), ma di cui possiamo aver percezione se consideriamo le dichiarazioni rese dalla Regione: negli ultimi 5 anni sono stati destinati 300 milioni di euro per promuovere l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili e, entro il 2013, sono previsti investimenti nel settore che raggiungeranno il miliardo di euro. Il dato è riferito alla generalità delle fonti rinnovabili, ma considerato che la Regione vuole ottenere il 60% dell’energia da biomasse forestali, è automatico che il grosso degli investimenti vada a finire in tale comparto. Per citare solo un esempio di voce di spesa correlata, si consideri che per le pratiche forestali in Piemonte è prevista la realizzazione di 2.000 chilometri di NUOVE STRADE FORESTALI e altrettanti Km necessitano di opere di manutenzione. Sono i soldi del cittadino, che sborsa per il kWh da biomasse circa il triplo del suo valore reale e che paga gli investimenti pubblici che sostengono la cosiddetta filiera del legno attraverso vari canali e organismi competenti: FESR, FAS, Fondo Sociale, Piano di Sviluppo Rurale (che finanzia agli agricoltori le centraline) Consorzi forestali, IPLA, UNCEM, Assessorati alla montagna e foreste, ecc..".
Ci stiamo autodistruggendo in silenzio. Siamo una razza in estinzione. Chi avesse ancora cuore e voce scriva una mail alla presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso: presidente@regione.piemonte.it.

Ps: Scarica e diffondi il documento del WWF: "Il grande inganno energetico da biomasse forestali della Regione Piemonte".

lunedì 1 marzo 2010

Un NO al nucleare ponderato





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Il mio, e voglio che sia chiaro, è un NO ponderato dai dati tecnici assolutamente negativi, che ci vengono forniti dalle associazioni e dagli scienziati che non hanno alcun fine POLITICO, sulla questione nucleare ma solo una visione scientifica di esso.

Nel video pobblicato in questo post, il Prof. Carlo Rubbia spiega molto esaurientemente quali sono i problemi tecnici per attuare una politica nucleare VERA in italia.
Un altro bel sito dal quale potete trovare tutte le informazioni per comprendere veramente a fondo la questione nucleare in italia è http://rapidscan.me/nucleari/ .
Questo è un ennesimo appello per coloro che non sanno ancora bene che cosa sia il nucleare, e che avendo anch'essi un'opinione su di esso, cerco di sensibilizzarli a questi temi delicati ai quali nel breve medio periodo dovremo sottoporci. Ho già ampiamente parlato di queste tematiche all'interno di questo blog:

Il nucleare è davvero necessario?


Il nucleare non passerà

Purtroppo la nostra classe politica, enormemente attaccata agli interessi economici lucrativi, hanno intenzione di creare veri e propri mostri ingestibili, per una società che ha difficoltà a smaltire i normali rifiuti civili...
Io ho un'opinione, prima di dare un parere su una materia, devo essere informato, informatevi anche voi.

domenica 20 dicembre 2009

Il vertice di Copenhagen affonda?






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Copenhagen: Una volta, le Sette Sorelle decidevano le sorti del mondo, oggi, le Sette Nazioncelle, condannano il mondo al surriscaldamento globale. Venezuela, Bolivia, Cuba, Nicaragua, Costa Rica, Sudan e Tuvalu, impediscono l'accordo vincolante, da anni tanto atteso per la riduzione dei gas serra.

Questi piccoli e poveri paesi hanno impedito ieri, che l'accordo a porte chiuse tra le nazioni di tutto il mondo, diventasse, dopo anni di lavoro e discussioni, il Trattato di Copenhagen. L’assemblea “prende nota”, cioè non approva, quello che è stato deciso soprattutto da Usa, Cina, India, Brasile e pochi altri, e ingoiato contro voglia dagli europei, con l’eccezione di un apparentemente entusiasta Gordon Brown.

Così l'opposizione capitanata dalle piccolissime isole Tuvalu, hanno rinunciato oltre alla sottoscrizione del "Trattato di Copenhagen" anche ai benefici che il documento comprendeva, 30 miliardi nei prossimi tre anni e la promessa di beneficiare di 100 miliardi l’anno a partire dal 2020, con la motivazione: “I soldi messi sul tavolo per questo accordo sono, usando una metafora biblica, come 30 denari d’argento per tradire il nostro popolo. Signor presidente, il nostro futuro non è in vendita, noi votiamo contro”, così Tuvalu ha annullato il vertice e dopo di essi a valanga, anche il Venezuela: “Non si butta un accordo sul tavolo e si parte, non si può imporre un accordo: questo è un golpe contro la carta delle Nazioni Unite”. E poi ha votato contro la Bolivia, che si è detta “indignata per la metodologia usata” e determinata a “non votare a favore un documento di un piccolo gruppo di paesi che non ha l’autorità politica per imporre nulla”. Cuba che ha denunciato “l’imperialismo di un presidente che ha tentato di imporre un accordo scritto nelle segrete stanze” e via via, Costa Rica e Nicaragua, infine il Sudan, il suo capo delegazione Lumomba Di Ping ha tenuto un discorso durissimo nel quale ha paragonato il documento al genocidio e ha detto che “il documento condanna l’Africa a diventare una fornace”.

L'accordo c'è ma non è vincolante.

domenica 22 novembre 2009

Il nucleare non passerà




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Chi vuole il nucleare appartiene a due categorie: o è male informato o ci guadagna sopra. Non esistono centrali nucleari sicure. Non esiste una sola assicurazione al mondo che abbia accettato di di assicurare una centrale nucleare. Non è stato trovato un sistema sicuro per smaltire le scorie radioattive. Il nucleare è' antieconomico, costa molto di più la costruzione, la gestione e lo smantellamento della centrale dell'energia che produce. Il nucleare è pagato sempre dai cittadini come extra costo sulla bolletta o con le tasse. Il nucleare si fa con l'uranio, una risorsa a tempo che finirà entro 50 anni. L'uranio è presente in 4/5 Stati nel mondo, l'Italia non è uno di questi. La Francia che vuole esportare la sua industria nucleare (finanziata dallo Stato) in Italia ha fallito in Finlandia e ha incidenti continui nel suo territorio. Basta? No? Allora proseguo. L'Italia ha votato contro il nucleare, non è possibile andare contro la volontà popolare. Se si vogliono fare nuove centrali è necessario un nuovo referendum. Un non-Parlamento composto da non-parlamentari non-eletti dai cittadini ha fatto una non-legge sul nucleare. Il Governo ha consultato solo la Confidustria e l'Enel. La produzione di energie rinnovabili ha superato quella del nucleare nel mondo. Gli Stati Uniti non costruiscono più centrali nucleari e investono nel solare e nell'eolico. Se una centrale nucleare costruita in Italia, per esempio a Trino Vercellese, dovesse esplodere come a Chernobyl, e nessuno può garantire che non possa succedere, la vita scomparirebbe nel nostro Paese per decine di migliaia di anni.

Intervista a Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia.

Giuseppe Onufrio
: "In Finlandia e in Francia stanno costruendo queste nuove centrali che si chiamano Epr e sono di costruzione francese. Di queste centrali abbiamo scoperto, qualche mese fa, che il progetto non è mai stato approvato perché il sistema di emergenza non soddisfa i minimi requisiti della sicurezza nucleare, cioè quali? Il sistema d’emergenza non deve essere collocato fisicamente nello stesso posto dove c’è il sistema di normale funzionamento perché, in caso di incidente, se salta l’uno rischia di saltare anche l’altro.
La prima avvisaglia è stata una lettera nel dicembre scorso: l’autorità di sicurezza finlandese ha scritto al costruttore Areva, il costruttore francese, lamentandosi che le persone che vanno alle riunioni sono incompetenti in materia di sicurezza nucleare e dicendo loro “ vi abbiamo detto da tempo di rifare il sistema di emergenza e non l’avete fatto”.
A aprile questa lettera viene fatta trapelare e Greenpeace fa la denuncia, nell’aprile 2009: a giugno del 2009, l’Agenzia di sicurezza inglese fa un documento in cui, oltre a dire che la centrale, sia quella francese che il tipo americano Ap1000 della Westinghouse non reggerebbero a un incidente aereo, dice la stessa cosa, ossia che il sistema di emergenza non soddisfa i minimi principi di sicurezza nucleare, cioè l’indipendenza dei due sistemi.
Il 15 ottobre l’Agenzia di Sicurezza Nucleare Francese scrive al costruttore francese e gli dice la stessa cosa, il 22 ottobre tre Agenzie di Sicurezza fanno un comunicato congiunto per dire che il progetto del reattore Epr non è approvabile. Lo stanno già costruendo e i nostri politici vi infinocchiano, perché vi fanno capire che avremo una macchina che sarà il portento della sicurezza, quando nei Paesi in cui questa centrale è in costruzione, e l’Inghilterra, che è interessata anch’essa a vedere di sostituire le vecchie centrali inglesi con queste nuove, dice “ il progetto non c’è, ci vorranno almeno due o tre anni per recuperare”. Nel frattempo l’Autorità di sicurezza Finlandese ha trovato 2.100 non conformità in cantiere a Olkiluoto, dove è in costruzione uno di questi due reattori e ha scoperto, a ottobre, che le saldature del circuito di raffreddamento della centrale, che sono una struttura importantissima per la sicurezza, sono fuori norma e ha bloccato i lavori all’interno della centrale. Questo per dirvi che siamo nelle mani di persone che vi vendono delle cose che non esistono! La vera alternativa esiste, è possibile tagliare i consumi in Italia del 20% guadagnandoci, l’efficienza energetica è veramente la prima cosa che bisogna fare, le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica potrebbero fare il triplo dell’energia dei quattro reattori che l’Enel vuole costruire. In questo modo arriveremmo a raggiungere gli obiettivi europei, che significherebbero anche creare molta occupazione. Voglio dire a chi ci ascolta, per chiudere, che il comparto delle fonti rinnovabili in Germania occupa più persone dell’industria automobilistica e l’industria automobilistica tedesca certamente non è più piccola di quella italiana."

"Perché tanta insensibilità nel nostro Paese sui temi ambientali?"

Giuseppe Onufrio: "A quanto pare no: Eurisko ha pubblicato oggi una ...(intervento fuori microfono) beh, il problema sono le élites di questo Paese, le élites economiche e politiche, che sono fuori dalla storia: voglio ricordare che il tema del clima globale è un tema che ormai, nei grandi Paesi europei, non divide più destra e sinistra, ma è diventato un obiettivo anche di carattere industriale. In Italia invece abbiamo un’élite che, per piccole lobbies o per piccoli interessi, vuole perseguire la strada del ritorno al nucleare, quando per quanto riguarda il nucleare negli altri Paesi il problema è che cosa fare per non chiuderlo, mentre in Italia c’è qualcuno che magari vende acciaio o cemento che è interessato a partecipare a questo business. In realtà manca una visione dell’élite del nostro Paese e purtroppo, quando l’élite di un Paese non ha una visione di sé stessa, non ha neanche una visione di un futuro possibile. Pensiamo che la battaglia sia ancora aperta, che ce la possiamo fare, ma dobbiamo ancora fare una grande battaglia e credo che a Copenaghen, se Copenaghen non fallisce, penso che avremo una possibilità per la quale anche l’Italia potrà giocare un ruolo, perché in questo Paese le intelligenze e le capacità non mancano. Quella che manca è la visione di un futuro possibile anche industriale."

domenica 15 novembre 2009

Morgellons: scie chimiche e nanotecnologie





(clicca per vedere il video)










Pubblico l'articolo pubblicato il 12/11/2009 su tankerenemy:

Il mistero della malattia di Morgellons è dibattuto da anni dai medici che hanno dedicato il loro tempo a studiare questa sindrome enigmatica e debilitante. A causa di una notevole pressione pubblica, la malattia di Morgellons è stata ufficialmente riconosciuta, dopo otto anni di ricerche ed ha condotto alla formazione di gruppi di ricerca indipendenti.

Gli studi sono originati dall'amore di una donna per il suo bambino, un affetto unito all'abbandono completo della comunità medica tradizionale, incapace di fornire qualsiasi diagnosi medica o trattamento reale all'interno del loro paradigma conosciuto. Nel 2001 Mary Leitao, scienziata ed ex impiegata in un laboratorio medico, si accorse che il suo figlio di due anni stava sviluppando delle ferite sotto le labbra. Il bambino presto si lamentò della sensazioni simili al brulichio di insetti che formicolavano sotto la pelle. Leitao analizzò le ferite sulle sue labbra e prelevò dei campioni. Esaminato il tessuto con un microscopio non professionale, scoprì delle fibre rosse, blu, bianche e nere, inglobate all'interno dei campioni prelevati del tessuto.

La Leitao condusse il figlio da ben otto medici, ma nessuno riuscì a formulare una diagnosi all'interno del paradigma medico conosciuto. Finalmente, la Leitao portò il piccolo dal Dottor Fred Heldrich, un pediatra del Johns Hopkins Institute, con una buona reputazione per la risoluzione dei casi più difficili. Heldrich concluse che il figlio della Leitao avrebbe tratto giovamento da una valutazione psichiatrica. Superando la frustrazione nel sentirsi abbandonata dalla comunità medica tradizionale, la Leitao cominciò a consultare tutta la letteratura conosciuta che descrivesse i sintomi del figlio. Durante la sua ricerca, si imbatté nel lavoro di due ricercatori del XVII secolo, sir Thomas Browne ed il dottor Michel Ettmuller.

Entrambi scrissero di strutture simili a capelli che sporgono dalle ferite sulla schiena e sintomi come le convulsioni e la tosse. Definirono questa malattia Morgellons. Comunque ciò non combaciava del tutto con la sintomatologia del figlio. Usando Morgellons come denominazione provvisoria per la malattia del piccolo, la Leitao cominciò a cercare altri pazienti con sintomi simili. Ha poi creato nel 2002 un sito Web denominato M.R.F., ossia Fondamenti per la ricerca sul Morgellons (http://www.morgellons.org/index.html).

Il fine del portale è quello di offrire ai pazienti colpiti da questa affezione solidarietà e sostegno medico. Dato che nel 2002 il M.R.F. ha registrato oltre 14.000 persone che accusano i sintomi come quelli del figlio della Leitao, la scienziata ha esercitato pressione politica sui funzionari di governo e sul Centro di Controllo delle Malattie (C.D.C.), che è stato costretto a cominciare uno studio completo sul Morgellons e sui pazienti, la maggior parte dei quali risiede in California. [...]

Attualmente ci sono tre ipotesi principali sul Morgellons. La prima ipotesi è che il Morgellons sia causato dagli organismi geneticamente modificati. Questa tesi è sostenuta dal fatto che l'uso dei batteri geneticamente modificati come l'Agrobacterium tumefaciens è usato per infettare e modificare il D.N.A. delle piante: esso funge da antiparassitario per produrre raccolti più resistenti agli insetti. In uno studio del 2001 del Dottor Vitaly Citovsky dell''università di Stato di New York, è stato appurato che una volta introdotto nel D.N.A. umano, il materiale geneticamente modificato che contiene questo batterio ha invaso, modificato e corrotto il D.N.A. umano. [...]

La seconda congettura è che i sintomi di Morgellons sono correlati alle chemtrails. Le scie chimiche hanno ricevuto una certa copertura mediatica nel corso degli ultimi anni negli Stati Uniti, ma non sono state ufficialmente riconosciute dal governo degli Stati Uniti, sebbene figurino come un'arma esotica in una proposta di legge avanzata dal rappresentante Dennis Kucinich nel 2001 (H.R. 2977). La proposta è stata respinta e rapidamente è stata riscritta da Kucinich, senza più menzionare le chemtrails. [...]. La spiegazione corrente è che gli ingredienti delle chemtrails siano stati inalati dagli individui nelle zone irrorate e che stiano interagendo con l'organismo in due modi. In primo luogo l'inalazione compromette il sistema immunitario, rendendolo più vulnerabile ad infezioni batteriche, micotiche e virali o la malattia è causata dalle strutture nanoteccnologiche disperse con le scie.

La terza ipotesi è appunto che il Morgellons sia un'affezione dovuta alla nanotecnologia. Parecchi studi indipendenti sulle fibre di Morgellons, estratte dai pazienti, hanno indicato che le fibre consistono sia di materiali inorganici sia di materiali non identificabili. Un gruppo di fibre è stato trasmesso ad uno scienziato legale del laboratorio della polizia di Tulsa in Oklahoma per le opportune analisi. E' stato assodato che questi filamenti non corrispondono ad alcun campione raccolto nell'archivio nazionale del F.B.I. Alcuni studi rilevano che le fibre possono resistere fino a temperature di 1400 gradi Fahrenheit. [...]


Per maggiori informazioni sul Morgellons si consultino le seguenti fonti:

C.D.C. Morgellons website:
http://www.cdc.gov/unexplaineddermopathy/
The Morgellons Research Foundation:
http://www.morgellons.org/
Current Wikipedia definition of Morgellons:
http://en.wikipedia.org/wiki/Morgellons
Dr. Citovskys Study:
http://www.morgellons.org/suny.htm
GMO/Morgellons connection:
http://www.freerepublic.com/focus/f-chat/1710422/posts
WINR Interview on Morgellons:
http://www.worldinternetradio-winr.com/Shows.html#anchor_133
A Media Report on Chemtrails:
http://s52.photobucket.com/albums/g34/thedreadzone/?action=view=NBC4Newschemtrails.flv
Chemtrails/ Morgellons:
http://www.rense.com/general71/mmor.htm
H.R. 2977:
http://www.govtrack.us/congress/billtext.xpd?bill=h107-2977
Tulsa Crime Lab statement as reported by ABC:
http://www.morgellons.org/docs/Tulsa_Police_Crime_Lab.pdf
A study on a Morgellons fiber:
http://www.cherokeechas.com/rSmith02.htm
GMO & Nano Tech resource site:
http://nanotransformation.com/
Nano fiber analysis:
http://www.carnicom.com/morgobs2.htm

venerdì 2 ottobre 2009

La nostra impronta ecologica
















A che punto siamo per salvare il nostro pianeta? A che punto siamo arrivati dopo anni e anni di strenue battaglie per denunciare i problemi ed i rischi che la nostra industria, il nostro benessere ed ora la globalizzazione ci creano? Bella domanda!

In un paese, il nostro, che non ha nemmeno preso in considerazione l'abbassamento dei gas serra, atto questo, formalmente ratificato nel Protocollo di Kyoto, in un paese dove l'unica fonte non inquinante che conosca, sia l'energia nucleare, in un paese che utilizzi come unica tecnologia per eliminare i riufiuti urbani, siano gli inceneritori (perchè di inceneritori si tratta e non di termovalorizzatori), c'è poco da sperare...

E' per questo che oggi, dopo tanto tempo, voglio parlarvi di Mathis Wackernagel presidente della Global Footprint Network, un centro studi internazionale, dove lui e i suoi collaboratori, lavorano ogni giorno a fianco di oltre 100 collaboratori al mondo per portare a tutti noi e sopratutto ai centri decisionali, i limiti ecologici della Terra.

Ebbene Mathis Wackernagel ci parla del debito ecologico che si è presentato lo scorso fine settembre, cos'è di debito ecologico? E' il deficit tra le materie che noi consumiamo e la capacità della Terra di rigenerarle. Noi a partire dal 1 Gennaio 2009 fino ad arrivare alla fine di Settembre del 2009, abbiamo già consumato tutte le risorse che la Terra puo' rigenerare, per cui fino alla fine dell'anno saremo costretti ad indebitarci con essa. Mathis Wackernagel nel video sopra, spiega molto bene.


Il modo con cui costruiamo le città e le abitazioni influisce significativamente sul modo in cui consumiamo energie e materiali; un'altro modo sarebbe da parte dei governi di conteggiare e quantificare, come in un conto corrente, la quantità di materie consumate; abbassare drasticamente per i paesi industrializzati la quantità di CO2 emessa.


In conclusione per noi cittadini occidentali, se non saremo pronti a vivere in un mondo efficiente, saremo noi a soffrire per la futura scarsità di risorse.

Se volete quantificare la vostra impronta ecologica andate sul sito www.footprintnetwork.org/calculators, purtroppo l'italia non è presente nel test, ma comunque cliccando la svizzera che è un paese con un consumo simile all'italia potrete fare il test in italiano e scoprire la vostra impronta ecologica.
Grazie a tutti.

domenica 12 luglio 2009

Mandalo a Copenhagen


















Le più grandi nazioni del mondo che si sono riunite in questi giorni all'Aquila, hanno fallito ogni loro intento, non solo il G8 è stato un fallimento per la mancata leadership italiana, non presentando alcun tipo di argomento, tanto più che sono intervenuti altri paesi partecipanti, prendendo le redini e la guida del forum, ma uno dei problemi principali a cui si sarebbe dovuta dare soluzione, cioè la riduzione dei gas serra nocivi per il nostro pianeta, ha visto il più completo disaccordo dei paesi cosiddetti industrilizzati e i paesi emergenti.

I capi delle nazione più ricche del pianeta non sono riusciti a mettersi d’accordo al G8: in tema di obiettivi vincolanti, e a medio termine, per ridurre delle emissioni di gas serra, e nemmeno un chiaro impegno a investire per combattere cambiamento climatico e deforestazione nei paesi in via di sviluppo. La Cina ha dichiarato al termine dei trattati, che la sua posizione risulta NON VINCOLATA agli accordi presi, precisando che la Cina è attivamente impegnata a fronteggiare i cambiamenti climatici, ma la strada per la loro industrializzazione e urbanizzazione risulta essere ancora lunga ed impervia, tanto da non poter ancora rinunciare in tempi brevi al carbone.

Tra poco meno di 150 avrà luogo a Copenhagen il summit mondiale per la salvaguardia del clima, bisogna ribadire con sempre più insistenza a questi paesi "sornioni" a prendere realmente a cuore la salvaguardia del pianeta, poichè nostra unica casa, io vi invito se tenete anche voi a voi stessi e alla nostra Terra di spedire, tramite il sito di Greenpeace una e-mail a Berlusconi sulla quale si fanno presenti i problemi ambientali e i punti fondamentali per il rispetto del clima.

domenica 21 giugno 2009

AMAZZONIA: PRIMI RISULTATI DELLA CAMPAGNA DI GREENPEACE
















In seguito alle denunce di Greenpeace, l’International Finance Corporation, l’agenzia della Banca Mondiale che sostiene gli investimenti privati nei Paesi in via di sviluppo, ha cancellato il prestito di 90 milioni di dollari concesso al gigante brasiliano Bertin. Come dimostriamo nel rapporto, questa azienda acquista carne e pelle da allevamenti illegali in Amazzonia, deforestando, occupando territori indigeni e impiegando i lavoratori come schiavi.

La giustizia brasiliana ha aperto un'indagine e si appresta a richiedere a Bertin e ai proprietari degli allevamenti illegali un indennizzo milionario per danni ambientali. Le principali catene di supermercati in Brasile – come Wal Mart, Pao de Azucar e Carrefour – hanno cancellato i propri contratti con Bertin in seguito a una azione civile del Ministerio Publico Federal, che ha imposto multe di circa 200 euro per ogni chilo di carne proveniente dalla distruzione dell’Amazzonia
.

Anche in Europa, Greenpeace ha lavorato perché il rapporto e le nostre richieste vengano presi considerazione dalle aziende coinvolte. Di seguito la situazione nel momento in cui ti scrivo:

Geox: dopo l’azione diretta a Milano, abbiamo incontrato Geox nella nostra sede, presentando una lista di punti da chiarire e obiettivi da rispettare; l’azienda si è impegnata a rispondere entro cinque giorni a partire da oggi.

Clark’s: continua a non rispondere alle richieste di Greenpeace, nonostante abbia inviato a tutti quelli che hanno partecipato alla cyberazione una mail nella quale, mentendo, asserisce di averci cercato per trovare una soluzione.

Adidas, Nike e Timberland: hanno partecipato a un incontro insieme a Greenpeace e Bertin nel corso del quale si sono detti sensibili ai problemi sollevati dal nostro rapporto; dall’incontro, però, non è ancora scaturito nessun tipo di impegno formale.

Io, e spero anche voi, credo invece che Clarks, Geox, Nike, Timberland, Adidas e Reebok debbano interrompere immediatamente i loro rapporti commerciali con le aziende che deforestano, fanno uso di lavoro schiavile e occupano territori indigeni.

Queste aziende devono decidere se vogliono essere parte del problema o parte della soluzione. E anche voi potete fare la vostra parte per convincerle a prendere la decisione giusta. Come? Partecipando alla cyberazione, se non l’avete già fatto, e inviando questo messaggio ai vostri amici!
Questo è l’anno della Conferenza di Copenhagen, nella quale si decideranno le misure per combattere i cambiamenti climatici. E niente come le foreste antiche svolge un ruolo positivo per stabilizzare il clima del pianeta. Staremo a Vedere!